giovedì 27 dicembre 2007

"Tassa piatta", l'esempio svizzero

Chiara Battistoni: "Tassa piatta", l'esempio svizzero
mercoledì 19 dicembre 2007


da L'Opinione: Il cantone svizzero di Obvaldo adotta la flat tax dopo un referendum, vinto dai sì al 90%. "Governare è prevedere" è il motto dei governi cantonali, un modello di federalismo competitivo valido per tutta l'Europa.

Obvaldo, cantone svizzero, ha votato lo scorso 16 dicembre e i suoi abitanti hanno detto sì alla Flat Tax che, da gennaio 2008, sarà realtà. Il Corriere del Ticino di lunedì 17 dicembre titolava in prima pagina "Plebiscito a Obvaldo per la flat tax rate"; e di plebiscito si tratta: il 90,7% degli abitanti (pari a 6840 voti contro 702 contrari) infatti ha votato a favore. La perla elvetica delle nano e biotecnologie, poco più di 490 chilometri quadrati di suggestiva bellezza, sarà il primo Cantone svizzero ad adottare la tassa piatta, l'aliquota fiscale uguale per tutti i redditi. Una scelta che spingerà presto gli altri Cantoni a fare altrettanto, una scelta che non potrà passare inosservata nella Vecchia Europa, visto che la Svizzera, da molti anni a questa parte, dimostra non solo di fare meglio della maggioranza dei Paesi Ue27 in tutte le graduatorie di performance ma soprattutto di saper anticipare tendenze e andamenti.

Non è evidentemente un caso se il motto dei governi dei Cantoni è "governare è prevedere". Dal 1 gennaio Obvaldo avrà dunque una sola aliquota impositiva pari all'1,8% per tutti i redditi a partire dai 10 mila franchi, mentre i redditi inferiori saranno esentati. Diminuirà anche la tassazione sugli utili d'impresa, passando dal 6,6% al 6,0 per cento. La flat tax obvaldese, inoltre, prevede una deduzione di 10.000 franchi annua per tutti i redditi, particolarità inserita per favorire gli abitanti con i salari più bassi che altrimenti avrebbero pochi o nulli benefici dalla nuova imposizione.

Cosa rende adesso Obvaldo diverso da tutti gli altri cantoni? Il fatto che la flat tax per la prima volta in Svizzera si applica a tutti i redditi e non solo (come accade per esempio a Sciaffusa o nell'Appenzello esterno) a partire da un certo livello. Obvaldo si prepara dunque a scalare i vertici della classifica di competitività fiscale che la Confederazione pubblica ogni anno, fornendo a investitori e cittadini la classifica della pressione fiscale nei propri Cantoni. Mentre negli Usa la flat tax entra nel dibattito politico delle presidenziali, grazie al candidato Giuliani, mentre molti Paesi europei la sperimentano da tempo (tra questi la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Lettonia, la Lituania, l'Estonia), la Svizzera si propone come un nuovo laboratorio di sperimentazione; non resta che attenderne l'estensione agli altri Cantoni. E in Italia?

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martedì 2 ottobre 2007

Oscar Giannino contro le tasse al convegno di Decidere.net

Di seguito lo splendido intervento di Oscar Giannino che ha tenuto sabato 29 settembre all'interno della manifestazione di Decidere.net incentrato sulle tasse.




Altrimenti scarica il file.

Audio originale fornito da Radio Radicale ed elaborato da DecidereMilano.net.

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domenica 30 settembre 2007

Capezzone spiega la rivoluzione fiscale

Questo l'intervento finale di Daniele Capezzone che spiega come si intende passare all'aliquota unica del 20% registrato all'Angelicum il 29 settembre 2007.






Se non vedi il video clicca qui.

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Fisco. Tassa piatta al 20%. La rivoluzione fiscale è possibile






Noi chiediamo di passare in 5 anni ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo sarebbe coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).

Spieghiamo bene i dettagli.

Attualmente, in Italia, la normativa vigente in materia di imposte sui redditi prevede 3 aliquote (più una quarta per i "super-ricchi"), con aliquota minima al 23%. L'aliquota media, ossia il livello al quale un'eventuale flat tax lascerebbe invariato il gettito complessivo dell'imposta sui redditi, risulta invece pari al 27,1%. In altri termini, un'aliquota di flat tax ad un livello inferiore al 27,1% richiederebbe la copertura degli oneri (e andrebbe a beneficio dei contribuenti considerati nel loro complesso). E solo un'aliquota inferiore al 23% andrebbe a beneficio, invece, di ciascuno dei contribuenti: di qui la nostra opzione per il 20%.

Si dirà: ma una cosa del genere costa troppo…Come può permettersela l'Italia?

Premesso che tutte le stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile che sarebbe procurata dalla flat tax (è la celebre questione della curva di Laffer) ; e premesso che all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori; premesso tutto questo, dicevo, il costo annuo ipotizzabile sarebbe di 36 miliardi di euro.

Ecco, questo costo -come si diceva all'inizio- potrebbe essere compensato con una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) del 5%, pari a una riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, del 2%.

“Annualizzando" il discorso, e ipotizzando -appunto- di spalmare la riforma su un periodo di 5 anni, si può dire -pertanto- che il passaggio in cinque anni alla tassa piatta del 20% potrebbe avvenire a fronte di una riduzione della spesa pubblica totale del 2% in cinque anni, cioè dello 0,4% annuo (ossia dal 51% al 49%). E non si dica che, con una spesa pubblica al 51% del Pil (in Inghilterra sono circa al 35%, 16 punti sotto!!), non sarebbe possibile tagliarla di meno di mezzo punto all'anno…

Ultima cosa: il problema della progressività. Abbiamo pensato anche a questo. Va infatti realizzata una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonché della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (in pratica: riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse).

Ecco, questo (insieme ad una ipotesi di federalismo fiscale competitivo, con un significativo trasferimento della potestà impositiva dal livello centrale a quello periferico, e con la possibilità anche di pervenire a diversità di livelli di pressione fiscale locale nei diversi territori, proprio per favorire la competizione) è il nucleo della proposta fiscale di Decidere.net.

Forme di copertura possibili:

IMPRESE
a) Abolizione dei trasferimenti ad imprese
(spese correnti + investimenti) 14,5 mld annui dal 2008

PROVINCE E COMUNITA’ MONTANE
b) Abolizione Province
(escluse le spese di personale) 5,3 mld annui dal 2008
c) Abolizione comunità montane
(escluse le spese di personale) 0,66 mld annui dal 2008

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
d) Blocco turn-over PA 8,5 mld nel 2008
12,75 mld annui dal 2009
e) Moratoria contrattazione pubblico impiego 6.0 mld nel 2008
9,0 mld nel 2009
12,0 mld annui dal 2010
f) Risoluzione 70% consulenze PA 2,0 mld nel 2008
3,0 mld annui dal 2009
g) Risoluzione rapporto d’impiego precari PA 4,0 mld nel 2008
6,0 mld annui dal 2009

PENSIONI
h) innalzamento età pensionabile a 65 anni 1,0 mld nel 2011
1,5 mld nel 2012
2,7 mld nel 2013
3,5 mld nel 2014
4,0 mld nel 2015
7,0 mld annui dal 2018

IPOTESI DI COPERTURA FLAT TAX
Per la copertura dei 36 mld di euro annui a regime (ossia dopo 5 anni dalla sua introduzione…)
della flat tax, questi sono alcuni dei mix possibili:








  1. d + e + f + g = totale 33,75 mld annui (dal 2010) (mix politicamente interessante, centrato sulla razionalizzazione della PA)




  2. a + b + c + d + f = totale 36,21 mld annui (dal 2009) (non prevede il licenziamento dei precari della PA)




  3. a + b + c + e + f = 35,46 mld annui (dal 2010) (non prevede il licenziamento dei precari della PA)

Inoltre, se si fa subito la riforma delle pensioni (innalzamento a 65 anni per tutti) e si spalma la riforma della flat tax su un periodo più lungo, sono utilizzabili anche i risparmi crescenti di cui al punto h).

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sabato 29 settembre 2007

Angelicum - Considerazioni finali di Stefano Bucello

Le considerazioni finali di Stefano Bucello, presidente di DecidereMilano.net, registrate alla fine della giornata.







Per vedere gli altri filmati ripresi all'Angelicum cliccare qui.

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mercoledì 26 settembre 2007

SABATO 29 SETTEMBRE: UN ALTRO FISCO E' POSSIBILE

L'ASSOCIAZIONE "DECIDERE.NET" INVITA ALL'INCONTRO
"UN ALTRO FISCO E' POSSIBILE"
Flat tax al 20% e federalismo competitivo
Milano, 29 Settembre, dalle 9.45 alle 13.00
Teatro Angelicum, Piazza Sant'Angelo 2

flattax


I punti di cui discuteremo:

1. Fisco: tassa piatta al 20% . La rivoluzione fiscale è possibile Passaggio progressivo, in 5 anni, ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo è coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%). Va osservato che:a. queste stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile; b. all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori; c. va prevista una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonché della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse)

2. Federalismo fiscale e competitivo Puntiamo a:-un significativo trasferimento della potestà impositiva dal livello centrale a quello periferico; -possibilità anche di pervenire a diversità di livelli di pressione fiscale locale nei diversi territori, per favorire la competizione.

Ecco un primo quadro degli interventi previsti: Annibale Chiriaco, Franco Debenedetti, Paolo Del Debbio, Benedetto Della Vedova, Maurizio Del Tenno, Leonardo Facco, Oscar Giannino, Salvatore Grillo, Antonio Martino, Alberto Mingardi, Giancarlo Pagliarini, Claudio Privitera, Daniele Capezzone.

Il quadro degli oratori sarà via via aggiornato e completato su www.decidere.net

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