lunedì 24 marzo 2008

Perché la Svizzera vola - la concorrenza fiscale come strumento di innovazione politica

di Chiara Battistoni



Ci fu un tempo in cui la compagnia di bandiera dell’epoca, Swissair, fu la prima società del settore a delocalizzare in India i propri servizi amministrativi; c’è un tempo, quello presente, in cui aziende del calibro di Yahoo abbandonano la piazza di Londra e scelgono Ginevra come sede del proprio quartiere generale. E non è affatto un caso isoalto: da Londra se ne è andata anche Electronic Arts, società che produce video giochi, che ha scelto Zurigo, così come Google che nella città svizzera ha deciso di collocare il proprio “headquarter” europeo. E’ un fenomeno in costante ascesa che ha una sola spiegazione; la Svizzera è un paese straordinariamente competitivo sul piano fiscale, che sa offrire condizioni fiscali davvero attrattive. La Svizzera, tuttavia, ha un vantaggio in più rispetto ai molti altri paesi che offrono condizioni fiscali simili per le imprese; rispetto agli altri, la Confederazione può contare sulla concorrenza fiscale interna, conseguenza dell’autonomia politico-fiscale insita nel federalismo rossocrociato, principio irrinunciabile che fa della Svizzera uno degli stati più competitivi e performanti al mondo.

La concorrenza fiscale, infatti, è il cuore del federalismo elvetico, una condizione vitale per la Confederazione che contribuisce a contenere la rapacità dello Stato centrale e locale, impedisce la costituzione di cartelli fiscali e soprattutto si dimostra strumento di scoperta, che stimola l’innovazione politica e la sperimentazione di soluzioni nuove. Avete letto bene: in Svizzera, la concorrenza fiscale (che a casa nostra suona ancora come una sorta di bestemmia) è il motore dell’innovazione politica, tanto che lo scorso 24 febbraio i cittadini sono stati chiamati a esprimere la propria opinione sulla nuova riforma dell’imposizione delle imprese, accettata dal 50,5% dei votanti, che ha portato all’attenuazione della doppia imposizione degli utili distribuiti dalle imprese. Nonostante ciò gli esperti sono già al lavoro per studiare una semplificazione radicale dell’imposta sul valore aggiunto, che permetta di passare dagli attuali tre scaglioni di aliquote a un’aliquota unica. In esame, ci sono poi riforme a lungo termine, tra cui l’adozione della flat tax (Obvaldo insegna) e l’imposta duale sul reddito (cioè il trattamento fiscale differenziato per il reddito da capitale e da lavoro). In particolare, a fine febbraio, il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha istituito i gruppi di lavoro incaricati di elaborare soluzioni migliorative delle condizioni quadro fiscali per le famiglie e le imprese, con l’obiettivo strategico primario di migliorare la posizione della Svizzera nel quadro della concorrenza fiscale internazionale. (fonte: www.admin.ch). Il gruppo che si occupa della concorrenza fiscale internazionale, i cui risultati sono attesi per l’autunno 2008 e in cui sono rappresentati i Cantoni, si impegnerà a elaborare e concretizzare gli obiettivi di un’ulteriore riforma dell’imposizione per le imprese, senza per questo intervenire direttamente sui regimi tributari cantonali. Il gruppo “riforma dell’imposta sul valore aggiunto”, invece, lavorerà alla semplificazione dell’attuale sistema. In gennaio il Consiglio Federale, infatti, ha già dato mandato al Dff di elaborare un proposta di revisione dell’attuale legge per applicare un’aliquota unica pari al 6,1%, in grado di rafforzare la piazza economica svizzera, incentivandone la crescita e agevolando le imprese.

Ma concorrenza fiscale significa anche cittadino protagonista; lo scorso 1 agosto, in occasione della festa nazionale, il consigliere federale Hans.Rudolf Merz ricordò: “Al federalismo dobbiamo la sana concorrenza fiscale tra i Cantoni. Le autorità sono costrette a trovare la combinazione ottimale tra un'offerta adeguata di prestazioni pubbliche e una bassa pressione fiscale. In ultima analisi sono dunque i cittadini a decidere il moltiplicatore d'imposta e le uscite. In questo modo garantiamo un onere fiscale giusto e i Cantoni e la piazza imprenditoriale conservano la propria attrattiva.”

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giovedì 27 dicembre 2007

"Tassa piatta", l'esempio svizzero

Chiara Battistoni: "Tassa piatta", l'esempio svizzero
mercoledì 19 dicembre 2007


da L'Opinione: Il cantone svizzero di Obvaldo adotta la flat tax dopo un referendum, vinto dai sì al 90%. "Governare è prevedere" è il motto dei governi cantonali, un modello di federalismo competitivo valido per tutta l'Europa.

Obvaldo, cantone svizzero, ha votato lo scorso 16 dicembre e i suoi abitanti hanno detto sì alla Flat Tax che, da gennaio 2008, sarà realtà. Il Corriere del Ticino di lunedì 17 dicembre titolava in prima pagina "Plebiscito a Obvaldo per la flat tax rate"; e di plebiscito si tratta: il 90,7% degli abitanti (pari a 6840 voti contro 702 contrari) infatti ha votato a favore. La perla elvetica delle nano e biotecnologie, poco più di 490 chilometri quadrati di suggestiva bellezza, sarà il primo Cantone svizzero ad adottare la tassa piatta, l'aliquota fiscale uguale per tutti i redditi. Una scelta che spingerà presto gli altri Cantoni a fare altrettanto, una scelta che non potrà passare inosservata nella Vecchia Europa, visto che la Svizzera, da molti anni a questa parte, dimostra non solo di fare meglio della maggioranza dei Paesi Ue27 in tutte le graduatorie di performance ma soprattutto di saper anticipare tendenze e andamenti.

Non è evidentemente un caso se il motto dei governi dei Cantoni è "governare è prevedere". Dal 1 gennaio Obvaldo avrà dunque una sola aliquota impositiva pari all'1,8% per tutti i redditi a partire dai 10 mila franchi, mentre i redditi inferiori saranno esentati. Diminuirà anche la tassazione sugli utili d'impresa, passando dal 6,6% al 6,0 per cento. La flat tax obvaldese, inoltre, prevede una deduzione di 10.000 franchi annua per tutti i redditi, particolarità inserita per favorire gli abitanti con i salari più bassi che altrimenti avrebbero pochi o nulli benefici dalla nuova imposizione.

Cosa rende adesso Obvaldo diverso da tutti gli altri cantoni? Il fatto che la flat tax per la prima volta in Svizzera si applica a tutti i redditi e non solo (come accade per esempio a Sciaffusa o nell'Appenzello esterno) a partire da un certo livello. Obvaldo si prepara dunque a scalare i vertici della classifica di competitività fiscale che la Confederazione pubblica ogni anno, fornendo a investitori e cittadini la classifica della pressione fiscale nei propri Cantoni. Mentre negli Usa la flat tax entra nel dibattito politico delle presidenziali, grazie al candidato Giuliani, mentre molti Paesi europei la sperimentano da tempo (tra questi la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Lettonia, la Lituania, l'Estonia), la Svizzera si propone come un nuovo laboratorio di sperimentazione; non resta che attenderne l'estensione agli altri Cantoni. E in Italia?

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